RISVEGLI: il progetto

Il corpo come un pennello. Le lenzuola la tela. Ogni mattina, al risveglio, i segni sul letto della notte trascorsa diventano opera d’arte, geografia dell’anima che racconta tormento, gioia, speranza.

Il progetto è nato da tante notti insonni passate nel pianto dilaniante nel letto, raggomitolata tra le lenzuola stropicciate. Ho iniziato a fotografarle, una mattina. Da lì per me è iniziato il cambiamento. E ho pensato di allargare questo racconto a tutti, chiedendo le foto dei risvegli con un titolo e il loro racconto dello scatto.

Considero le immagini delle lenzuola che mi arrivano come un osservatorio dell’umano.

Un modo per restare connessi a sentimenti, emozioni e vissuti tra persone di ogni Paese. Per sentirci meno soli.

  • Paola Rossi
    Paola Rossi
  • Maurizio Medaglia
    Maurizio Medaglia
  • Maria Teresa Lentini
    Maria Teresa Lentini
  • Maria Pellerano
    Maria Pellerano
  • Maura Marinozzi
    Maura Marinozzi
  • Pierantonio Frizzarin
    Pierantonio Frizzarin
  • Patrizia Da Re
    Patrizia Da Re
  • Raffaella Banchero
    Raffaella Banchero
  • Rosa Mantovani
    Rosa Mantovani
  • Matteo Lion
    Matteo Lion
  • Daniela Rossi
    Daniela Rossi
  • Sacconi Andrea
    Sacconi Andrea
  • Ale Di Gangi
    Ale Di Gangi
  • Pino Perri
    Pino Perri
  • Stefania Corallo
    Stefania Corallo
  • Andres Hillar
    Andres Hillar
  • Sofia Rendaneschi
    Sofia Rendaneschi
  • Simone Berno
    Simone Berno
  • Irene Targa
    Irene Targa
  • Nicola Bruschi
    Nicola Bruschi
  • Chiara Ceoldo
    Chiara Ceoldo
  • Daniela Thomas
    Daniela Thomas
  • Claudia Fabbris
    Claudia Fabbris
  • Francy
    Francy
  • Mariana Moreira
    Mariana Moreira
  • Pippo Furnari
    Pippo Furnari
  • Roberta De Rosas
    Roberta De Rosas
  • Francesca Visentin
    Francesca Visentin
  • Paola
    Paola
  • Giuliana Storino
    Giuliana Storino
  • Laura Romio
    Laura Romio
  • Rebecca Ganz
    Rebecca Ganz
  • Rita Sant
    Rita Sant
  • Joanne Carol Lombardi
    Joanne Carol Lombardi
  • Giovanni Canova
    Giovanni Canova
  • Giorgia Baroncelli
    Giorgia Baroncelli
  • Fabio Malgaretti
    Fabio Malgaretti
  • Cesare Gori
    Cesare Gori

Silvia Cogo

Silvia Cogo lavora costantemente in quella che viene chiamata Arte Relazionale dove la parte di interesse sta nell’interazione e nella comunicazione umana, parte fondamentale della sua indagine e osservazione. Crea inneschi esplosivi e poi lascia trasformare il processo in un corto circuito grazie al contributo dei partecipanti che si sentono personalmente motivati a contribuire al flusso creativo.
Realizza Il suo primo esperimento di arte relazionale in occasione della tesi per l’ISIA di Faenza nel 2003 dove chiede il contributo ad una selezione di artisti di lavorare su un supporto da lei creato.
Un progetto determinante è BUZZ IN THE ATTIC, un condominio creativo, dove abita a Padova, dove da 5 anni la soffitta che viene messa a disposizione dai condomini che si incontrano con persone che non del condominio e che discutono, ascoltano, suonano e cantano, raccontano storie; il riferimento va ai salotti in città o i bar di paese di un tempo.
Altro importante progetto è Il CONCERTO VERTICALE, un grande palazzo a Padova dove una sera di giugno del 2019 ha proposto ai condomini di offrire le finestre delle loro abitazioni per collocare al loro interno dei musicisti pronti a suonare dal palazzo verso la piazza antistante.
La sua ricerca ha bisogno del dialogo e del confronto con chi vuole prestarsi al gioco che Silvia Cogo propone.
Una parte importante di gratitudine va al maestro Bruno Lomele, uomo lucido e creativo nelle relazioni umane amorevoli, che da 2 anni Silvia ascolta con molto interesse cercando di cogliere nel reale e quotidiano un diverso punto di vista e traiettorie che al principio sono invisibili.
Oggi il suo lavoro si alterna tra attività nella didattica con l’Accademia di Belle Arti di Venezia insegnando processi creativi nel dipartimento di Nuove Tecnologie per l’Arte e attività come libera professionale collaborando con artisti, scrittori, musicisti o persone che sono in transizione con nuovi progetti di vita di qualsiasi tipo, appoggiandoli nella comunicazione strategica.

Lenzuola come memoria, tracce di un noi orizzontale: fotografa le tue al mattino e invia la foto con una frase

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Paola Rossi

Kaos diventa rifugio

Lo stato iniziale di tutte le cose, ovvero un miscuglio universale e disordinato della materia, una forma indefinibile ed indescrivibile. Per far nascere un nuovo Respiro devo prima accettare che ne muoia un altro. Per tornare alla radice della vita devo accettare e attraversare tutto quello che mi confonde, prima che prenda forma.

 

Maurizio Medaglia

“Lenzuolate”…

“Risvegli”: ma non quelli di Oliver Sacks ( che ci auguriamo ci vengano evitati fra qualche anno, tra i possibili postumi della viremia pandemica… ); “lenzuola”, sheets, ma non quelle “shit” della strafatta Tracy Emin dello sfatto “My bed” molto “bad”. Le “Lenzuola dei sogni” di Silvia Cogo, sono “lenzuolate” condivise, “social”, segnate da molti corpi: sudari, “sindoni” senza cadaveri, “veli” senza volti di una Veronica patavina, su cui s’è impressa la presenza di volti e di corpi assenti nelle foto che non li ritrae ma li ritratta. Non un’opera di “arte relazionale”, ma una operazione relazionale extrartistica e in parte “derivativa” ed estensiva rispetto a quella individuale e intensiva della succitata

Emin-mean… .

Nelle “icniti” ( non solo oniriche… ) raccolte da questa donna, con una selva nel nome e un ciottolo di fiume nel cognome, è ravvisabile, visibilmente, come anche il sonno o l’insonne allettamento, siano una “tranche de vie” vitale in una mortale esistenza in vita.

Maria Teresa Lentini

il mio letto stamattina

Questa la foto del mio letto stamattina… come a voler essere protetta o ritornare nel grembo di mia madre, sul mio letto la sua coperta. Dentro la coperta c’è ogni cosa: i miei maglioni, gilet, sciarpe, i “fasciacollo” di mio padre, scialli, “scarpe” da notte e tanto altro. E poi c’è dentro il tempo: quello per fare quei caldi indumenti, nelle lunghe sere d’inverno, e quello che ognuno ci ha trascorso dentro. E c’è il tempo intercorso fra un giro di colore ed un altro, con dentro i silenzi pieni di pensieri e ricordi… quelli di mia madre.

Ma dentro quel letto c’ero io e come tutte le notti, da un mese a questa parte: il tormento, la speranza, il dolore e la fiducia, per mia figlia, Marta, 29 anni, a cui è stato diagnosticato un carcinoma mammario…

Grazie a te, Silvia, che mi hai “letto”…

Questa foto è per te, per mia madre e per mia figlia. Un abbraccio.

 

Maria Pellerano

sperando che lui dorma

 

Maura Marinozzi

con la mano e col corpo scegli la tua tela

Pierantonio Frizzarin

Onda

Patrizia Da Re

Nascondersi tra le lenzuola , come nel ventre materno, è alquanto desiderabile in questo momento strano

Uno dei miei gatti ha cominciato a mettersi a dormire sotto le lenzuola come un bambino . Mi ha fatto tanta tenerezza. Mi ha fatto pensare a quando i nostri figli erano piccoli e la mattina presto arrivavano e si infilavano nel lettone. Mi ha fatto anche pensare a come mi piacerebbe in questo momento strano è difficile , nascondermi come il gatto e stare lì al caldo e attendere tempi migliori.

Ho immaginato il lenzuolo come un utero materno di cui tutti abbiamo nostalgia …

Raffaella Banchero

Didascalia: Sottosopra

Oppure se vuoi possiamo mettere: “pieghe che non si sono piegate al virus”

La foto è quella del letto di mio figlio che ha finito ieri 12 giorni di quarantena chiuso da solo in camera senza ovviamente rifare mai il letto…

La situazione ci ha messo un po’ tutti “sottosopra” ma ora è bello liberare corpo e spirito e rifare il letto

Rosa Mantovani

Conchiglia

Matteo Lion

Un eclissi nel mio letto. La stanza è un planetario. Forse sei l’amore al microscopio” tratto da “Reale”di Colapesce

Daniela Rossi

Affido il corpo alla trama della notte.  Al risveglio, tra le pieghe, resta solo simulacro di un’anima tormentata.

Sacconi Andrea

Letto panorama

Ale Di Gangi

“Tra dentro e fuori. Al mattino mi sveglio sempre presto e qualche volta mi piace rimanere seduto per qualche momento sul bordo del letto, a guardare la giornata che mi aspetta e il pavimento su cui buttare i piedi.”

Pino Perri

Il peso dei sogni

Stefania Corallo

Il suo pigiama sul mio letto…La prima mattina che lo ha lasciato li.

Andres Hillar

Lontano, cosi vicini

Sofia Rendaneschi

Memoria di spazi. Spazi ora vuoti.

Spazi che erano diventati tuoi, in condivisione con i sogni.

Simone Berno

…e da quando dormo sola mi sento meno sola.

Irene Targa

Storia di queste lenzuola:
un paio di anni fa in un cammino itinerante ho dormito una notte a Vasto in un convento che mi ha accolto, penso sia stata una delle poche notti della mia vita che ho dormito vestita, alla mattina sono ripartita all’alba e ho scattato queste tre fotografie.

Parola:
/con·ce·zió·ne/
sostantivo femminile

Nicola Bruschi

Romitori

Ascolta la storia della foto
La voce narrante è di Marileda Maggi
Chiara Ceoldo

Nessun torrente è più impetuoso del desiderio.

Siddhārtha Gautama Buddha

Daniela Thomas

Rami d’acqua scorrono nell’ombra

Claudia Fabbris

“ho un sorriso in corpo ti ho sognato non ricordo nulla sei rimasto impigliato alle lenzuola le nostre briciole sul letto.”

Francy

“Prima noi, poi tu.”

Mariana Moreira

“Se son rose fioriranno” dicono.
Nel frattempo fiorisco io.

Pippo Furnari

Scunzatu!

Roberta De Rosas

onde notturne

Francesca Visentin

Una tana, la nostra. Anche se non ci sei piu’. E ogni notte è insonnia, ogni risveglio dolore

Paola

Il letto che ho condiviso con mio marito x 35 anni . Il suo posto non sarà mai più occupato ci ha lasciato sei mesi fa dopo una lunga e dolorosa malattia. Restano i suoi occhiali e gli ultimi libri che non ha fatto in tempo a leggere.

Giuliana Storino

“La madre del sonno ebbe per culla la notte,
custodia dei pesci che non chiudono gli occhi”.

Ascolta la storia della foto
La voce narrante è di Marileda Maggi
Laura Romio

mammanotte

Rebecca Ganz

Zaffiro non mi lascia sola

Ascolta la storia della foto
La voce narrante è di Marileda Maggi
Rita Sant

Emozioni e profumi al risveglio

Joanne Carol Lombardi

Caro diario, anche questa notte non ho dormito.
Ho le lezioni, gli esami, i crediti per quei maledetti 24 cfu e la tesi. Troppe cose che spesso mi tormentano durante la notte. Fare sempre tutto e bene non è sempre facile, ma anche questa volta, in qualche maniera, ci riuscirò!

Ho preso un pezzettino del mio diario di questi giorni, non so se può andare.

Giovanni Canova

Nome: Giovanni Canova

Professione: artista

Titolo foto:  Oslo “solO” 1 Agosto 2017. Ho sgualcito da solo un letto per due

Storia: Lo scatto esatto fatto dopo una notte in Norvegia ad Oslo.  Realizzato perché volevo diventasse un quadro…un quadro che ho iniziato e non ho mai finito. Mi piace catturare la realtà e poi re-intepretarla in pittura tentando di vedere tutto quello che non vedo quando sono li immerso.

Giorgia Baroncelli

“Ci sono quasi… recupero le chiavi dalla tasca, centro la serratura ed ecco: il mio odore… “

Fabio Malgaretti

Dopo aver letto l’articolo su “Buone notizie” del Corriere mando foto del mio letto dopo una notte agitata

Cesare Gori

Cesare Gori

fotografo, Verona

l’ho scattata una mattina dopo una notte mezza insonne preso da pensieri per l’etichetta che sto realizzando (e che sembra finita a meno di particolari aggiustamenti dell’ultimo minuto) e dalla mancanza di Irene che avrei visto la settimana successiva